Aggressioni al personale sanitario in ospedale e 118

  • Nel 2019 sono inammissibili

  • gli ospedali sono obiettivi sensibili e strategici

Basta questo per far capire che queste barbarie anacronistiche ed un sistema che non corre ai ripari sono un bel paradosso tricolore.

DECRETO-LEGGE 4 ottobre 2018, n. 113  aveva reso operativo il #dasposanitario e il #daspourbano

LEGGE 1 dicembre 2018, n. 132 tutto ciò è scomparso con a conversione in legge 

Le aggressioni durante il periodo ottobre-novembre come verranno gestite? chi pagherà?

Perché la politica ha levato un prezioso strumento a difesa degli operatori sanitari?  Interessi economici? favori? mafia sanità?

Ovviamente si può garantire la sicurezza mantenendo il diritto alle cure dei malati

Articolo 22 del Dl sicurezza 4/10/2018 scomparso nella conversione in legge
Analizzando l’art. 22 (D.L), e come è stato convertito nella L. n° 132 1/12/2018
Questo punto trovava un immediato riscontro nella tutela degli operatori sanitari e del personale di Ambulanza dalle aggressioni e tutelava inoltre gli Ospedali, i Pronto Soccorso le ambulanze, in quanto:
 Luoghi sensibili e strategici per la Sicurezza Nazionale e per Risposta agli attentati
 Obiettivi di attentati
Con la conversione in Legge siamo passati da un applicazione immediata e uniforme su tutto il territorio Nazionale a “, i regolamenti di polizia urbana possono individuare aree urbane”, cioè una situazione in cui la legge e la tutela verranno applicate a “macchie di leopardo” e senza un uniformità.
Infatti solo la preparazione in materia di Anti Terrorismo, e assenza di interessi politici, personali e malavitosi/ mafiosi porteranno alla tutela dei presidi sanitari.
È facilmente ipotizzabile, visti i costi e la necessità di ammodernamento strutturale e di assunzione di personale qualificato, gli interessi locali impediranno che questi obiettivi verranno applicati.
È altresì ipotizzabile che tutto rimarrà inalterato, continueranno gli ospedali ad essere luoghi totalmente aperti in cui sarà impossibile attuare il “daspo sanitario” e la tutela del personale medico, infermieristico e sanitario in genere.
Dopotutto il costo delle aggressioni al personale non ricade su chi deve imporre l’individuazione delle arre e dei “presidi ospedalieri”.
Altro punto importante da considerare è che il D.L era in vigore dal 04/10/18 e fino al 01/12/18 non è stato attuato nulla riguardo il “daspo urbano” o “daspo
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Dott. Luca Zelinotti: Antiterrorismo in Manifestazione e Pubblici Eventi, Siamo pronti per un attentato?
sanitario”, ne tali omissioni hanno avuto delle conseguenze (compresa la mancata tutela degli operatori sanitari durante questo periodo).
Questo può fa capire e dedurre:
 Quanto importi realmente della sicurezza dei cittadini Italiani e la tutela del personale sanitario
 Che senza una legge certa e chiara che da un livello Nazionale imponga regioni, enti e soprattutto i privati non fanno nulla
 Che senza una legge chiara non si riesce a fare nulla (e queste vaghe e difficili da interpretare ed applicare ne sono la prova)
 Che gli interessi locali e privati e evitare le spese e i cambiamenti vince sempre sulla sicurezza
Questo ultimo punto è quello più dolente ma che ci deve far riflettere ora, prima che sia troppo tardi. L’analisi rileva una rilevanza per l’antiterrorismo e la Sicurezza urbana per questi motivi:
La cosa più importante da sapere sul “daspo urbano / sanitario” applicato ai presidi sanitari è che finalmente si poteva mettere fine agli orrendi fenomeni di aggressione verso medici, infermieri e personale sanitario e soccorritori all’interno degli ospedali da parte di pazienti o loro parenti. Ma quando si parla di daspo sanitario è nostro dovere tenere sempre in considerazione che le cure vanno sempre garantite, e questo si può fare contemporaneamente alla tutela delle infrastrutture e degli operatori solo se lo Stato uniforma l’applicazione del “daspo urbano / sanitario” su tutto il territorio Nazionale con regole certe e di garanzia.
Di fatto, questo articolo rivoluzionava l’intero sistema sanitario, con pesanti impatti infrastrutturali su “tutti i presidi sanitari” pubblici e privati imponendo:
 Strutture dedicate al controllo accessi
 Accessi unici e non “totalmente incustoditi” come ora (in un ospedale ora si entra in buona parte della struttura senza un identificazione)
 Assumere personale qualificato e legalmente autorizzato dalla legge (ogni mansione ha la sua figura professionale):
 Guardie giurate anche ai presidi sanitari minori.
 Steward al controllo accessi
 Strumenti di controllo per l’identificazione in tempo reale di chi accede per verificare se è sotto “daspo urbano / sanitario” (collegati al CED: Centro elettronico dati)
 Procedure per la gestione di pazienti sottoposti al “daspo urbano” non in “emergenza/urgenza” (routine), o in emergenza nei pronto soccorso:
Il “daspo urbano / sanitario” deve e può conciliarsi con il diritto alle cure previsto dalla costituzione. Le due realtà sono conciliabili ma è palese che chi è sottoposto a “daspo urbano / sanitario” deve accedere sotto la responsabilità e custodia delle Forze dell’Ordine al fine di garantire contestualmente il diritto alle cure e la tutela del personale sanitario con il loro diritto alla sicurezza e salute.
Sembra superfluo rammentarlo ma vanno considerati anche i ricoveri in emergenza - urgenza trasportati dalle ambulanze del 118, infatti, per presidio sanitario deve intendersi anche l’ambulanza da soccorso come l’estensione mobile di un presidio sanitario fisso come il pronto soccorso di un ospedale. Ciò comporta l’eventuale necessità di dirottare i pazienti in strutture sanitarie attrezzate per le cure. È necessario dunque l’intervento immediato delle Forze dell’Ordine in caso di arrivo per la presa in custodia di persone sottoposte al “daspo urbano / sanitario”, trasportate in strutture sanitarie, dato che le limitazioni della libertà possono essere gestite solo dalle Forze dell’Ordine.
Le ambulanze sono spesso dimenticate, ma i dati forniti in occasione del convegno “Non Sono un bersaglio” (“la violenza contro gli operatori sanitari deve finire”) (Cri.it 2019) tenuto a Roma il 15/02/2019 (presso Spazio Europa, Via Quattro Novembre 149), fanno capire che le ambulanze sono un bersaglio costante di violenze contro gli operatori. Dopotutto se non riusciamo a garantire la sicurezza dei nostri operatori nella routine quotidiana viene logico dubitare che sia possibile oggi tutelarli in un attentato.
Imm. 23: Convegno non sono un bersaglio 2019 (Cri.it 2019)
Il personale sanitario né steward o guardie giurate possono in alcun modo trattenere le persone o confinarle in reparti o immobilizzarli (sarebbe sequestro di persona).
Necessità di garantire la sicurezza degli operatori e delle strutture sanitarie che sono obiettivi strategici, dato che se una persona è stata sottoposta al “daspo urbano” è molto probabilmente anche un rischio.
L’identificazione deve avvenire già durante il soccorso sulle ambulanze per allertare il pronto soccorso del paziente con “daspo urbano” in arrivo. Un dato che deve essere necessariamente trasmesso in tempo reale alle Centrali Operative per il normale smistamento dei pazienti e dell’allerta dei pronto soccorsi del tipo di paziente in arrivo.
Cosa molto utile, dato che colmerebbe anche l’attuale problema della gestione delle persone sottoposte a domiciliari, o, delle persone sotto arresto e di potenziali terroristi che necessitano di un trasporto (anche in urgenza) in ospedale.
Questa esigenza di routine nella gestione di persone che necessità essenzialmente dell’azione delle Forze dell’Ordine per la normale restrizione di libertà, oggi trova delle zone grigie, e può capitare che il personale di un ambulanza debba effettuare
il trasporto di queste persone senza assistenza. Può capitare infatti che la persona trasportata/soccorsa fugga o diventi problematica, e il personale sanitario non può fare molto, ne trattenere la persona.
Inoltre va tenuto conto che gli stessi soccorritori e/o ospedali sono obiettivi del terrorismo, ed oltre a problematiche come seconde bombe, o persone armate (shooters) per soccorritori o la possibilità del terrorista di continuare a mietere vittime, si deve aggiungere anche la possibilità che potrebbero sfruttare il normale sistema di emergenza territoriale 118 per farsi trasportare in ospedale e colpire simultaneamente obiettivi sensibili e soccorritori. Quindi come facciamo ad applicare un “daspo urbano” ai presidi sanitari se il personale delle ambulanze può identificare? Non è né steward ne Polizia Giudiziaria.
Nei Presidi sanitari, intesi come strutture fisiche diventa dunque necessario il controllo della carta di identità delle persone in accesso all’ingresso dei presidi. Va verificato che la persona in ingresso non sia sottoposta al ”daspo urbano / sanitario”. Sono necessari palmari con accesso al CED (Centro Elettronico Dati) per la verifica immediata della possibilità o meno di accesso. Nei presidi sanitari, specialmente se di urgenza, serve oltre che il personale di Polizia di Stato pronto a gestire ed accompagnare o tenere in custodia le persone in ingresso per le cure urgenti sottoposte a “daspo urbano /sanitario”, anche un sistema di inserimento veloce e verifica dei dati: La carta di identità elettronica con chip wireless tipo passaporto diventa una necessità basilare per garantire l’accesso alle cure.
Dato che il sistema sanitario in buona parte è stato privatizzato, e demandato alle regioni (riforma dell’Art.5), queste poche righe di rilevante importanza per la Sicurezza Nazionale andavano gestite in modo più approfondito. È illogico pensare che chi si occupa di sanità o un privato sia competente in temi di sicurezza nazionale e possa comprendere l’importanza di questo articolo, senza che lo stato dia precise indicazioni e linee guida su come applicarlo, ed è anche improprio dargli tale responsabilità, di competenza dello Stato.
Serve dunque un presidio di Polizia di Stato almeno in ogni pronto soccorso, ed agenti dedicati anche per la routine (non urgenza). Serve sicuramente che il sistema sanitario assuma persone formate in tema di sicurezza pubblica e gestione accessi e persone sottoposte a “daspo urbano”, ad esempio funzionari di Polizia con esperienza di stadi ed eventi pubblici, che abbiano gestito casi di soccorsi a persone sottoposte a “daspo urbano”. Serve sicuramente un controllo serrato da parte dello Stato per garantire che il “daspo urbano” venga applicato e che sia contemporaneamente garantito l’accesso alle cure, costituzionale uniformemente su tutto il territorio nazionale, senza che ci siano interpretazioni regionali o iniziative private che, con la loro comprensibile non conoscenza della materia, ledano i diritti dei cittadini.
Inoltre, le persone “sospettate” di terrorismo, sotto indagine, possono essere efficacemente monitorate da vicino negli ospedali, utilizzando infermieri e medici della Polizia di Stato che con assegnazione diretta ai sospettati, possono:
 Sorvegliare da vicino
 Garantire la sicurezza delle strutture “es VS lupi solitari”
 Reperire informazioni utili alle indagini
 Garantire le cure nel rispetto della costituzione
 Evitare che personale sanitario non di Polizia, sia esposto a rischi.
L’art. 22 andava a rivoluzionare anche ciò che riguarda le Aree destinate allo svolgimento di fiere, mercati, pubblici spettacoli.
Di conseguenza, tutte le manifestazioni pubbliche e di piazza sono vincolate
All’acquisto di un biglietto nominativo, anche gratuito, che dia accesso all’area,
L’accesso tramite carta di identità, e dati i numeri di accessi deve essere necessariamente elettronica con identificazione/controllo tramite collegamento al CED (Centro elettronico dati).
Questa è sicuramente la procedura più semplice e sicura, specialmente per eventi minori, feste di paese, ed eventi di piazza o gratuiti. Semplificherebbe la vita ai cittadini e soprattutto agli organizzatori garantendo un filtraggio efficacie.
Se ben applicato, era un efficacie strumento di contrasto al terrorismo e monitoraggio delle persone sospettate ma non sottoposte a “daspo urbano”.
In caso in cui accedano ad aree sensibili, è possibile immediatamente segnalarne l’accesso, e permetterne un pedinamento da parte della Polizia, e l’efficace raccolta di informazioni, ad esempio conoscenze, legami, persone incontrate, ed eventualmente scoprire per tempo se i sospettati stanno facendo sopralluoghi prima di agire. Un valido strumento utile alle indagini e alla ricostruzione di reti terroristiche e/o criminali.
Peccato che l’articolo è andato “perso” nella conversione in legge e per il periodo in cui era in vigore non sia stato applicato, ne siano stati tutelati gli operatori sanitari.

Atto Senato n. 840 (andiamo ad analizzare l'iter di legge)

Conversione in legge del DM n113 del 4/10/2018

Voglio analizzare questo atto, mettendolo in relazione con il D.M. n°1123 del 45-10-2018 e vedere come la politica percepisce il rischio terrorismo, come evolve la sicurezza in Italia, riportando anche le opinioni messe agli atti dei Senatori. Infine valuterò anche quanto fatto per la tutela degli operatori sanitari. Cosa fondamentale per garantire la sicurezza del territorio.

I punti di riferimento che ci interessano per l’anti terrorismo sono:

 

art.21 bis Sanzioni in caso di inottemperanza al divieto di accesso in specifiche aree urbane modificante:

  • l’art. 10 e 21 del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 aprile 2017, n. 48.

Prevede l’arresto e reclusione.

  • dopo il comma 4, sono aggiunti i seguenti: ''4-bis. Soggetti che consumano o detengono stupefacenti […] colti in fragranza […] divieto di accesso ai locali, nonché alle aree, specificamente indicate, destinate alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che usufruiscano dei servizi dei locali stessi

Praticamente un “daspo urbano” contro la droga per locali pubblici che richiederà un identificazione, interessante è che esteso anche fuori e vicino i locali.

  • 4-ter. Nei confronti delle persone che risultano denunciate o condannate[…]er aver preso parte attiva a episodi di violenza su persone o cose all'interno di discoteche

Un “daspo urbano” contro le persone violente sempre per le discoteche.

Le discoteche sono un bersaglio sia della criminalità e della minaccia ibrida indubbiamente

 

 

«Art. 21-bis.

Modifica all'articolo 61 del codice penale per la tutela della sicurezza degli operatori sanitari

1. All'articolo 61 del codice penale è aggiunto il seguente numero:

''11-septies. l'avere, nei delitti non colposi, commesso il fatto contro un operatore sanitario nell'atto o a causa dell'adempimento delle funzioni o del servizio''».

 

Praticamente ora hanno la stessa tutela di uno Steward in caso di aggressione. Il punto è che l’operatore sanitario aggredito e vittima di violenza deve comunque gestire da solo una causa contro chi lo ha aggredito

 

«Art. 21-bis.

Disposizioni per garantire la sicurezza, l'ordine pubblico e l'incolumità di cittadini ed operatori medico sanitari presso le strutture ospedaliere)

1. All'articolo 336, primo comma, del codice penale, dopo le parole:

''a un pubblico ufficiale'' sono inserite le seguenti: ''o a un operatore medico-sanitario''.

2. Presso ogni pronto soccorso dei presidi ospedalieri di primo e secondo livello è istituito un  presidio fisso di polizia, che tuteli l'ordine e la sicurezza pubblica, composto da almeno un ufficiale di Polizia giudiziaria e due agenti.

3. Nelle direttive del Ministero dell'interno nonché nei piani coordinati di controllo del territorio predisposti dai prefetti si prevede che nei presìdi ospedalieri di base, ove non sia possibile, per ragioni organizzative o economiche, istituire il presidio fisso di polizia di cui al comma 2, gli agenti di polizia sorveglino i suddetti presìdi di base, anche attraverso contatti diretti e frequenti con il personale sanitario, al fine di tutelare l'ordine e la sicurezza pubblica.

4. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'interno, sono stabilite le modalità attraverso le quali i presìdi ambulatoriali di guardia medica sono ricollocati in ambiente protetto.

5. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.».

 

Il senatore CALIENDO (FI-BP) suscita, a suo dire, perplessità l'introduzione del meccanismo del

DASPO previsto dall'articolo 20 anche per gli indiziati di terrorismo.

(pag 767 DDL S. 840 - Senato della Repubblica del 6/11/2018)

Il senatore CUCCA (PD) concorda col senatore Caliendo circa le perplessità sull'introduzione e

l'estensione del provvedimento di DASPO

(pag 768 DDL S. 840 - Senato della Repubblica del 6/11/2018)

Il senatore GRASSO (Misto-LeU) Solleva perplessità […] sulla previsione relativa al DASPO soprattutto nei casi in cui tale misura possa essere adottata nei confronti di soggetti che abbiano bisogno di recarsi presso un presidio ospedaliero per motivi inerenti la tutela della salute.

(pag 768 atto 840 del senato del 6/11/2018)

 

Avevamo ben previsto questa possibilità già dall’analisi del D.M. n°113 del 4-10-18, tuttavia un adeguato filtraggio agli ingressi, fatto da professionisti avrebbe garantito sia la sicurezza degli operatori, che il diritto alle cure.
 

Il relatore BARBARO (L-SP-PSd'Az) applicazione della misura di prevenzione atipica del c.d. "Daspo", consistente in un divieto di accesso alle manifestazioni sportive, agli indiziati di reati di terrorismo, anche internazionale, e di altri reati contro la personalità interna dello Stato e l’ordine pubblico.

(pag 907-908 DDL S. 840 - Senato della Repubblica del 6/11/2018)

 

La relatrice FREGOLENT (L-SP-PSd'Az) […]estende la possibilità di applicazione del c.d. DASPO urbano in ulteriori contesti rispetto a quelli già previsti dalla normativa vigente in particolare inserisce i presìdi sanitari nell'elenco dei luoghi che possono essere individuati dai regolamenti di polizia urbana ai fini dell'applicazione delle misure a tutela di particolari luoghi, determinando altresì la possibilità per il questore di emanare non solo sanzioni amministrative [….]ma anche misure di allontanamento, contestuali all'accertamento della condotta illecita, nei confronti dei soggetti che pongono in essere azioni che impediscono l'accessibilità e la fruizione dei luoghi previsti dalla norma.

(pag 944 DDL S. 840 - Senato della Repubblica del 6/11/2018)

 

La senatrice STABILE (FI-BP) si domanda con quali modalità concrete esso sarà attuato e paventa che tale misura possa inopportunamente allontanare soggetti bisognosi di cure dalle strutture del servizio sanitario.

(pag 944 DDL S. 840 - Senato della Repubblica del 6/11/2018)

 

ERRANI (Misto-LeU). L'individuazione di profili specifici, come il Daspo per chi è ammalato, sono provvedimenti che possono raccogliere applausi demagogici da parte di qualcuno, ma che fanno male a questo Paese.

(pag 1016 DDL S. 840 - Senato della Repubblica del 6/11/2018)

 

 

L’impressione che si ha leggendo queste affermazioni è la scarsa conoscenza della materia e la strumentazione/presa di posizione politica.

Pongono in genere domande e perplessità, che potevano essere fatte mesi fa, dopotutto il D.M. è del 4-10-18, e io ho analizzato il D.M. trovando soluzioni pratiche e realizzabili già il 13-10-18.
Eppure questo Atto del senato conta ben 1357 pagine e in senato erano presenti più di 222 Senatori. (163 Si e 59 no), mentre il mio video del 13-10-18 trova le soluzioni al Daspo urbano per i presidi sanitari in soli 5 minuti e 17 secondi.
https://youtu.be/uodQjtZPPJM

Nessuno riporta presenta pareri di esperti riguardo alle possibili soluzioni, ne possibili soluzioni, ne

proposte di miglioramento.

L’altra impressione importante è che nessuno citi la sicurezza degli operatori sanitari e si sottovaluti (forse per non conoscenza) l’importanza strategica degli ospedali e la necessità per la sicurezza Nazionale per difenderli da attentati

Per quanto riguarda i vigli del fuoco (elemento chiave della Difesa Civile e dell’anti terrorrismo)

 

Art. 22: aumentano i i finanziamenti per il rafforzamenti dei nuclei NBCR dei Vigili del Fuoco ''Nucleare-Batteriologico-Chimico-Radiologico'

(pag 238 DDL S. 840 - Senato della Repubblica del 6/11/2018)

Art. 22- Bis: 700 nuopve assunzioni

 

 

«Art. 17-bis.

1. Le organizzazioni senza fini di lucro di ogni tipo non possono ricevere,

neppure indirettamente, finanziamenti o supporto materiale provenienti

da Stati o territori i cui governi si trovano in una o più delle seguenti situazioni:

(pag 189 DDL S. 840 - Senato della Repubblica del 6/11/2018)

  • Libertà religiosa

  • Limitino diritti previsti dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo

 

Art. 17-bis.

All'articolo 20 del Regio decreto 28 febbraio 1930, n. 289, è aggiunto, in fine il seguente comma:

''Le domande di approvazione delle nomine dei ministri di culto sono accolte se sono soddisfatte le seguenti condizioni:

(pag 189 DDL S. 840 - Senato della Repubblica del 6/11/2018)

  1. per l'aspirante ministro di culto: Cittadinanza e residenza italiana e assenza di legami con terrorist

  2. per il culto: assenza di precedenti di incitamento all'odio, di collegamenti

  1. con organizzazioni terroristiche

 

Una misura fondamentale per prevenire la radicalizzazione.

 

Art. 17-bis.

1. All'articolo 5 della legge 22 maggio 1975, n. 152, sono apportate

le seguenti modificazioni:

a) il primo comma è sostituito dal seguente: ''È vietato in luogo pubblico l'uso di qualunque mezzo che travisi e renda irriconoscibile la persona, senza giustificato motivo. Costituiscono giustificato

motivo stati patologici del volto opportunamente certificati, uso di caschi protettivi alla guida di motoveicoli, uso di apparati di sicurezza nello svolgimento di determinati lavori, uso di passamontagna o simili con temperature inferiori ai 4 gradi Celsius, uso di maschere in luoghi aperti al pubblico nei periodi dell'anno e con l'osservanza delle condizioni che possono essere stabilite dall'autorità locale di pubblica sicurezza. Non costituiscono giustificato motivo esigenze legate a convinzioni religiose, politiche o sociali, o l'asserita tutela del pudore'';

b) al secondo comma è aggiunto, infine, il seguente periodo: ''Le sanzioni sono raddoppiate se il travisamento avviene durante la commissione di reati''.

All'articolo 85, secondo e quarto comma, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, le parole: ''da L. 100 a 1000'' sono sostituite dalle seguenti: ''da euro 50 a euro 500''»

(pag 190-191 DDL S. 840 - Senato della Repubblica del 6/11/2018)

 

La presenza della sanzione amministrativa non è affatto un deterrente per l’attuazione di condotte illegali, reati, oppure con finalità terroristiche.

 

«Art. 17-bis.

Modifiche all'articolo 5 della legge 22 maggio 1975, n.152, e all'articolo 380 del codice di procedura penale, concernenti il delitto di travisamento in occasione di manifestazioni che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico

(pag 192 DDL S. 840 - Senato della Repubblica del 6/11/2018)

Art. 17-bis.

All'articolo 5 del decreto-legge 20 febbraio 2017, n.14, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 aprile 2017, n. 48, al comma 2, lettera a), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ''e di metal-detector''»

«Art. 17-bis.

All'articolo 5 del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 aprile 2017, n. 48, al comma 2, dopo la lettera a), è aggiunta la seguente: ''a-bis) prevenzione dei fenomeni di terrorismo attraverso l'installazione presso stazioni ferroviarie e metropolitane, di metal-detector (WTMD) controllati direttamente dalle forze dell'ordine e metal-detector portatili

(HHMD)''».

(pag 192 DDL S. 840 - Senato della Repubblica del 6/11/2018)

Art. 18.

Al comma 1, sostituire le parole da: «il personale dei Corpi», fino a: «medesimage», con le seguenti: «il Sindaco e il personale dei Corpi e servizi

di polizia municipale, addetto ai servizi di polizia stradale, in possesso della qualifica di agente di pubblica sicurezza, quando procede al controllo ed all'identificazione delle persone, accede, in deroga a quanto previsto dall'articolo 9 della legge 1º aprile 1981, n. 121, alla banca dati del Pubblico Registro Automobilistico (PRA) dell'Automobile Club d'Italia e del sistema informatico

interforze C.E.D - S.D.L del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'interno».

(pag 193 DDL S. 840 - Senato della Repubblica del 6/11/2018)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

«Art. 21-bis.

(Sicurezza partecipata)

1. Ai fini di un più efficace e mirato concorso alle attività di controllo

del territorio e di contrasto al fenomeno di degrado urbano e della criminalità

diffusa, con particolare riferimento ai grandi centri urbani, nonché ai comuni

compresi nel territorio metropolitano, di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56,

ivi inclusi quelli individuati dalle regioni a statuto speciale, sono convocati

dal prefetto competente sul territorio della provincia, con cadenza almeno semestrale

e in tutti i casi in cui venga richiesto, i rappresentanti dei comitati di

quartiere o altre delegazioni in rappresentanza dei cittadini, alle riunioni del

comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica di cui all'articolo 20

della legge 1º aprile 1981, n. 121, come modificato dal comma 2 del presente

articolo.

2. All'articolo 20, terzo comma, della legge 1º aprile 1981, n. 121,

è aggiunto, in fine, il seguente periodo: ''Il prefetto può altresì chiamare a

partecipare alle sedute del comitato rappresentanti dei cittadini''.

3. Con decreto del Ministro dell'interno adottare entro novanta giorni

dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinate le modalità

di convocazione dei rappresentanti dei cittadini e la normativa di dettaglio

sui requisiti richiesti ai soggetti delegati».

(pag 226 DDL S. 840 - Senato della Repubblica del 6/11/2018)

 

Innanzitutto bisogna comprendere cosa significa “presidio sanitario”, dato che manca una definizione specifica e il termine potrebbe generare confusione ed essere usato per creare disomogeneità sul territorio nazionale.
SI può trovare un riferimenti a cosa sia un presidio ospedaliero: Ospedale gestito dall’Azienda USL. Non ha bilancio autonomo. Definizione citata nell’organizzazione del Sistema Sanitario Nazionale (Vagnini C. 2007)

Ma logicamente la legge non può riferirsi solo a questi casi marginali ed è pensata per tutto il territorio Nazionale.

Vediamo cosa dice il dizionario riguardo ai termini “presidio” e sanitario:

La definizione da dizionario di presidio è: Protezione, tutela, difesa di qualcosa da salvaguardare: p. delle istituzioni, della salute pubblica. (dizionari.corriere.it)

La definizione da dizionario di Sanitario: Che riguarda la sanità e la salute: assistenza s.; servizio s. || operatore s., assistente medico, spesso infermiere | ufficiale s., medico comunale che rappresenta l'ufficio di sanità. (dizionari.corriere.it)

Quindi l’unica deduzione logica è che per “presidio sanitario” si intenda ogni struttura fisica del sistema sanitario italiano e per estensione le ambulanze come presidio mobile sul territorio, dato che sono parte intrinseca del sistema sanitario.

Sarebbe stato più logico se fosse stato utilizzato un termine diverso e più “definito”.

 

 

 

 

Rischi del “daspo urbano”: Stigmatizzazione dei pazienti

Per stigmatizzazione è il fenomeno sociale che attribuisce una connotazione negativa a un membro (o a un gruppo) della comunità in modo da declassarlo a un livello inferiore. Oggetto di studio della sociologia e dell'antropologia a partire dagli anni sessanta, la stigmatizzazione è uno strumento utilizzato dalla comunità per identificare i soggetti devianti. Il rischio è che senza una ferma linea guida dello stato le iniziative locali, regionali o arbitrarie rischiano di privare i cittadini del diritto costituzionale alle cure, o creare cittadini di serie A o di serie B.

Vanno evitati i fenomeni di aggressione, impedite le recidive, no limitate le cure.

Non si può negare le cure per chi in passato ha avuto fenomeni violenti, o peggio, chiudere le porte di un pronto soccorso, vanno previste limitazioni temporali al “daspo urbano” che siano certe e univoche su tutto il territorio nazionale.

Vanno inoltre evitati eventuali abusi arbitrari o presidi sanitari privati come le cliniche private, che potrebbero usare il “daspo urbano” per discriminare alcuni pazienti. Inoltre, può essere un valido strumento per evitare che si creino di nuovo eventi spiacevoli come il caso di ”Stefano Cucchi”.

 

Il “daspo urbano” trova applicazione sia nelle manifestazioni pubbliche che nella prevenzione dei reati nei presidi sanitari.

 

 

Questa sicuramente è una sfida ardua dato che spesso viene lasciato tutto all’associazionismo o alle gare a ribasso e lo Stato non forma gli operatori ne verifica la loro reale preparazione limitandosi nella migliore delle ipotesi a chiedere dei requisiti minimi, pezzi di carta vuota senza un reale valore o una reale garanzia di preparazione (che può essere verificata solamente testando le reali capacità degli operatori). Anche gli enti statali fanno fatica a d avere una formazione avanzata in merito e con procedure operative non rigide è facile inciampare in errori.

I rischi biologici a cui sono maggiormente esposti questi operatori sono:

  • Utilizzo non ottimale dei DPI (dispositivi di protezione individuale.)

    • Guanti (indossare, rimuovere e sostituzione)

    • Tute monouso (da utilizzare in modo adeguato e monouso e svestizione sicura)

    • Mascherine facciali filtranti (che siano a norma, come indossare e rimuovere)

  • Contaminazione delle uniformi da lavoro

  • Lavaggio domestico delle uniformi da lavoro (non certificato)

 

 

 

Imagine X91 (A-B: Cri.it) (c: almostbluephoto.wordpress.com/2015)

 

 

Errori spesso dettati da inesperienza o formazione errata o limitata, ma a volte anche dalla violazione di linee guida, procedure operative e buone prassi. Errori a volte fatti anche in buona fede, ma che denotano un assenza reale di controllo e tutela degli operatori da parte dello Stato.

Questo aspetto del rischio biologico è importante sia per una questione di “salute pubblica” sia per una questione di “sicurezza sul lavoro dell’operatore”, sia per una questione di Sicurezza Nazionale. Una tecnica antica era appunto quella di inviare persone infette nelle città nemiche per indebolirne le popolazioni prima di un assedio. Un'altra l’uso di cadaveri infetti come nel esempio storico documentato dell’assedio della citta di Kaffa (Mark Wheelis 2002) fa comprendere quanto la guerra biologica è efficacie, dato che quel singolo evento ha sterminato 1/3 della popolazione Europea.

 

I rischi biologici maggiori derivano da:

  • Tubercolosi (Mycobacterium tuberculosis)

  • Febbri emorragiche (Ebolaviris)

  • Malattie trasmesse da vettori (zanzare, zecche, pulci, artropodi)

 

 

Tuttavia nell’analisi della sicurezza vanno tenute in considerazioni anche tematiche umanitarie:

e sorge l’obbligo morale di assistere i migranti che ne hanno un reale bisogno ed è necessario affinare gli strumenti per poterli individuare nel gran numero di persone in arrivo e poter dedicare loro ciò che è giusto:§

Fare ciò, non è certo cosa facile e di fatto, sorgono alcuni interrogativi e si teme che misure restrittive, anche a vantaggio della sicurezza e dei cittadini possano in qualche modo ledere la necessità di aiutare queste persone.

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